Cosa si fa in psicoterapia

Intraprendere una psicoterapia significa innanzi tutto valutare se è l’intervento adeguato rispetto al problema portato dal paziente. Per questo uno o più incontri verranno dedicati alla descrizione e comprensione del disagio attuale e alla formulazione di obiettivi condivisi su cui si focalizzerà il successivo lavoro psicoterapeutico.

Il disagio può esprimersi in diversi ambiti della vita delle persone, sotto forma:

  • di relazioni difficili, conflittuali o deludenti;
  • di emozioni e pensieri negativi su di sè o sugli altri (ansia, disperazione, rabbia e frustrazione, vergogna, senso di solitudine, noia, senso di vuoto, sensi di colpa, inadeguatezza, paura di perdere il controllo, desiderio di essere diversi da come si è, timore di ricevere un rifiuto o un rimprovero, paura delle aspettative o del giudizio altrui);
  • o ancora con la messa in atto di comportamenti o azioni che il paziente stesso vorrebbe evitare senza però riuscirci (“sono sempre troppo accondiscendente”, oppure rigido, intransigente, impulsivo, aggressivo).

Nella fase di valutazione del problema si cercherà insieme al paziente di definire il disagio in tutte le sue componenti: quando è iniziato, in quali situazioni si presenta, quali emozioni e sensazioni si provano, quali sono i pensieri che attraversano la mente, quali i comportamenti che vengono messi in atto per prevenire l’insorgenza di uno stato di disagio e quali sono stati i tentativi di gestione e risoluzione del problema, come le persone vicine al paziente vivono e come reagiscono al suo problema.

Dare senso al disagio attuale, così che paziente e terapeuta possano comprenderne la forma e l’origine, è un primo obiettivo terapeutico molto importante, per questo una volta raggiunta una buona comprensione del problema attuale si procede alla raccolta della storia di vita del paziente: le relazioni con le figure significative nell’infanzia e durante l’adolescenza, gli eventi importanti, i legami significativi, i ricordi dei momenti peggiori e di quelli migliori. Questo permetterà di tracciare una linea del tempo che colleghi il disagio attuale alla storia personale del paziente e agli eventi significativi che l’hanno caratterizzata nel passato prossimo e in quello più remoto.

Il lavoro successivo prevede da un lato il rinforzo delle risorse individuali e delle strategie di coping per affrontare e gestire il disagio attuale, dall’altro di affrontare gli eventi passati legati alla sofferenza attuale, così da poterne ridurre e minimizzare l’influenza sul presente. Questa parte del percorso terapeutico viene affrontata sia attraverso il dialogo clinico, che con l’uso dell’EMDR, ma anche, se possibile, con colloqui congiunti con le persone significative nella vita del paziente. Lavorare sul passato significa non solo ricostruire le esperienze significative e l’impatto emotivo che hanno avuto su di noi, ma anche avere la possibilità di ridefinirle come esperienze affrontabili e gestibili nel presente, pur riconoscendone la loro drammaticità all’epoca in cui si sono verificate.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...